Il burlesque alle “feste di divorzio”

Sapete qual è l’ultimo trend in termini di intrattenimento burlesque? Le “feste di divorzio” dove le performer vengono invitate a esibirsi per gli invitati durante questo strano party in onore della fine di una storia.

Sembra una festa al contrario rispetto all’idea romantica che si ha dell’amore, eppure potrebbe anche non esserlo se la separazione è presa dal verso giusto. Dopotutto ogni fine non è anche un nuovo inizio?! E allora via libera ai festeggiamenti con i “divorce party” o “feste per i single di ritorno” che si fanno per esorcizzare una sofferenza e rendere meno amara una sconfitta, per voltare pagina, per ringraziare tutte le persone che sono state vicino al neo-divorziato durante la difficile esperienza della separazione, ma anche per celebrare il legame che è rimasto tra i due ex-coniugi nonostante la separazione. Infatti le “feste di divorzio”, in caso di separazione consensuale e divorzio congiunto, possono essere fatte anche dagli ex sposi insieme e oggi sono molto in voga in America Latina, Gran Bretagna, Austria, Germania e in Francia. Nascono negli Stati Uniti grazie a Christine Gallagher, autrice di The woman’s book of divorce (2001) e di The Divorce Party Planner: How to Throw a Divorce Or Breakup Party (2006) che dichiara di aver creato per prima questo concetto nel 2003, come un modo per fornire “la ritualità di cui noi esseri umani abbiamo bisogno per affrontare le difficoltà nei momenti di transizione della nostra vita”. Christine Gallagher crede che “il rituale sia fonte di conforto e condivisione”.

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Come si svolgono

Oltre all’intrattenimento con il burlesque o il boylesque, punto di forza di queste feste sono i gadget come la bambola di pezza woodoo da trafiggere con uno spillone, il sadico punching ball dalle sembianze umane, i confetti neri, le compilation di musica create per questa occasione, gli sposi decapitati in cima alle torte nuziali, la sagoma dell’ex con tanto di freccette alla Robin Hood, il rotolo di carta igienica con scritte personalizzate del tipo “Non ti… più”, i portachiavi a forma di teschio con la targhetta con scritto “il matrimonio logora”, gli striscioni che inneggiano “oggi single”… Anche la torta è ad hoc con lo sposo che caccia la sposa dal dolce nuziale o con lei che pugnala il partner alle spalle, da mangiare sulle note “scontate” di “I will survive” di Gloria Gaynor.

E poi c’è anche la “lista di divorzio”, invece della lista di nozze, con servizi di stoviglie e casalinghi per una persona sola. Ultima curiosità: una studentessa di design ed arte ha ideato un insolito vestito da sposa creato con i documenti di divorzio. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

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