“Chi scende dal palco?”… Fanny Damour

Comicità e malinconia, questi gli elementi che caratterizzano la cifra artista della nuova ospite della nostra rubrica la performer partenopea Fanny Damour.

Reduce dalla vittoria del premio “Extraordinaire” nella categoria “Best Debut” dell’edizione 2015 del “Milan Extraordinaire Festival”, Fanny si diverte a mescolare la sua passione per le arti visive e il burlesque portando sul palco act dalle atmosfere fiabesche che vanno ad incontrarsi con le movenze più classiche derivanti dalla magica arte del mimo.

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Oltre a frequentare la Milano Burlesque School di Mitzi Won Wolfgang, Fanny perfeziona la sua esperienza di mimo alla ICRA project (international centre of research of the actor) e collabora insieme alle colleghe Roby Roger e Sery Page al lavoro del collettivo Burlesque Cabaret Napoli.

Nome e cognome: Floriana D’Ammora

Nome d’arte: Fanny Damour

Nata: 12 maggio a Napoli

Stato civile: Nubile

Segni particolari: Ho dei piedi veramente buffi.

Burlesque per me significa: Poter “disegnare” le storie di un personaggio inventato da me che è Fanny Damour, darle un tratto, un carattere e delle tonalità. Provare ad incarnare un’ideale di bellezza e grazia e, allo stesso tempo, burlarsi di sè stessi e degli altri.

Prima apparizione sul palco: Ho lavorato a lungo in una compagnia di teatro di strada dove non c’è palco e bisogna adattarsi ai luoghi e agli spazi che incontri lungo il percorso. Anche nel burlesque spesso è così ed il battesimo è avvenuto senza palco in un piccolo angolo di locale nel 2009.

Lo spettacolo che porto nel cuore: Il primo festival internazionale al quale ho partecipato ad Hebden Bridge, un incantevole paesino dello Yorkshire, al Little Theatre. Ho potuto confrontarmi per la prima volta con una scena ricchissima, conoscere tante personalità artistiche e tornare a Napoli con il sogno di contribuire insieme al mio gruppo “Burlesque Cabaret Napoli” alla realizzazione di uno scenario altrettanto valido.

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L’accessorio che porto sempre con me: Nessun gioiello o monile, non ho nessun particolare attaccamento agli oggetti… Ah! Forse una cosa c’è, il burrocacao alla ciliegia. Ma quella è una dipendenza dalla quale tento di liberarmi.

Sogno di esibirmi davanti: Ad una platea di fantasmi in un’elegante bettola. Tutti i più grandi pittori, poeti, scrittori e musicisti de les années folles parigini.

Se rinascessi vorrei essere: Charlie Chaplin, avere il suo genio e i suoi baffi.

Motto personale: Riguardo al mio lavoro che mi dà tanto, ma spesso anche dolori, mi vengono in mente le parole di Nina, protagonista femminile de Il Gabbiano di Cechov: “Quando penso alla mia vocazione non ho paura della vita…”

Progetti futuri: Comprare un teatrino polveroso ed infilarci dentro tutti gli artisti che amo per fare spettacoli tutto l’anno, prendere una laurea in astronomia, scappare con un circo, sposarmi e avere un’orchestra di figli (in ordine sparso).

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Maria Giovanna Tarullo

 

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