Rubrica Vintage – Burlesque Terapia #7

di Cristiana De Giglio

Dopo gli ultimi articoli riferiti alle testimonianze di Betty Blonde e di Dory Dubois, con storie molto forti e importanti che fanno pensare e danno un valore aggiunto al burlesque come aiuto per alleviare il peso di situazioni che purtroppo capitano nella vita di tante donne, passiamo a un commento da parte di una nuova amica, Rock’n’Doll.

Ci siamo conosciute al Burleque Festival Party a Cantù e senza farsi notare troppo, con la sua semplicità, espressività e simpatia… ha vinto!

Stare nel camerino insieme e scambiarsi opinioni, sensazioni e sapere cose della sua storia e della sua vita, così giovane e già mamma che fa burlesque, mi ha subito fatta appassionare, così le ho chiesto semplicemente di dirmi cosa ne pensava del burlesque e che stimolo le aveva dato nella vita.

Quando la mia amica Cristiana mi chiese di scrivere un articolo sul mondo del Burlesque subito mi dissi…  “ma cosa posso dire di più, che non sia scontato?”.

Così ci ho pensato un po’ su e ho detto: ”Forse anche attraverso la mia esperienza posso trasmettere cosa è per me il Burlesque” e in qualche maniera riuscire a coinvolgere nuovamente, chi si è avvicinato o chi si sta avvicinando a questa fantastica arte.

Anche per me è stata una riscoperta della femminilità, che ho sempre tenuta nascosta, insomma il classico maschiaccio: motociclista, batterista, arti marziali, softair… e ho sempre pensato che truccarsi, pettinarsi, mettersi un bel vestito farsi belle era una perdita di tempo.

Poi mi sono fermata un attimo e ho detto, sì non è indispensabile alla sopravvivenza, sì sono cose inutili, ma decisamente divertenti e stimolanti!  Mi sono resa conto che non compravo un rossetto da 12 anni.

Pian piano mi sono incuriosita sempre di più, iscrivendomi a un corso base il quale mi trasmise la gioia e la luce che ti porta dentro, molto prima dei lustrini e dei glitter!

Affrontai finalmente, un amico/nemico di tutti noi: lo specchio! Ho sempre cercato di sfuggirgli, non mi fermavo mai a guardarmi davanti a lui, mi limitavo a veloci occhiate.

Ma poi uscii dal mio nascondiglio, presi un bel respiro e sempre di più acquistai autostima e fiducia in me stessa, incominciai a volermi bene e così quello specchio non faceva più tanta paura come prima.

Successivamente, con il Burlesque riuscii a tirar fuori quella parte folle e pazza (che poi tutti abbiamo) e portarla fuori liberamente, visto che nella vita di tutti i giorni forse non si può, come una valvola di sfogo creativa fino a rapirmi completamente.

Quindi quest’arte performativa, oltre ad essere una bomba d’autostima, libera la mia creatività e mi fa stare bene, non è fantastico?

 

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