Filosofia del Burlesque #20 – La volgarità

di Paolo Bianchi 

Il termine volgare deriva dal latino volgàrem, da vòlgus o vùlgus, che significa gente, moltitudine, pubblico. E questo lo sa anche il volgo. Nel suo significato etimologico, quindi, il termine volgare non ha nessuna connessione con la sessualità, con la nudità, con l’oscenità.
Volgare, nel significato originale, è la cosa nota a tutti, pubblica, popolare, in una sola parola: facile.
Perché, allora, è sorta di fatto questa correlazione, nell’immaginario collettivo, tra volgarità e sessualità? Cosa c’è di facile (alla portata di chiunque) nella sessualità ostentata, tanto da far considerare la sessualità stessa come volgare? In soccorso, anche questa volta, ci viene Oscar Wilde, che ne Il critico come artista fa dire e argomentare che il fine dell’arte non è quello di spingere all’azione – che è il fine della società, semmai – quanto piuttosto suscitare l’emozione. Per questo motivo tutte le manifestazioni artistiche o pseudo artistiche che mirano ad una qualsiasi azione, e facciamo qui rientrare tra le azioni anche l’eccitamento fisico, non essendo di certo classificabile come assoluta emozione, non sono espressioni artistiche e sono volgari, in quanto non perseguono il fine dell’arte, che è appunto quello di emozionare.
E quindi? Il burlesque è o non è volgare? La domanda è mal posta. Tutto, naturalmente, può essere o non essere volgare. Una domanda lecita è semmai: quando il burlesque non è volgare e quando invece lo diventa?
La volgarità o non volgarità del burlesque, anzitutto, prescinde totalmente dal grado di nudità.
Il David di Michelangelo è completamente nudo e completamente non volgare, alcune persone sono completamente vestite e integralmente volgari. Quando però il nudo, l’ammicco fisico diventa il bieco e facile mezzo per suscitare nel pubblico una “scossa” che però non è emozione, allora lì e lì soltanto si cede alla volgarità. È esattamente come quando nel linguaggio verbale ci si affida alla parolaccia per smuovere il pubblico: è terribilmente semplice.
La domanda è perciò: quello che sto facendo è facile? Se sì, allora è probabilmente anche volgare, e non basta la parola burlesque per risolvere la questione: sarebbe troppo facile.

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