Cos’è la donna? – Filosofia del Burlesque #06 –

di Paolo Bianchi

Spesso, ed in modo particolare ogni volta che mi sono sentito avvicinato o respinto da una donna, mi è venuto istintivo chiedermi: con quale universo si sta relazionando la mia anima? E soprattutto: cos’è la donna?

Il burlesque è spesso presentato come l’arte nella quale la donna esprime se stessa, liberamente, in tutte le sue infinite forme; ho pensato allora che il burlesque potesse essere opportunamente preso a oggetto di riflessione per comprendere che cosa la donna sia davvero. Mi piace pensare, quando guardo un act di burlesque, che quella che sto guardando non è la specifica performer in scena, con il suo bel nome d’arte, ma che sia invece La Donna: di cui ciascuna performer non è che un’ammirevole declinazione.
Quando mi interrogo sulla natura della donna – in questa parola sono incluse tutte le donne di tutte le età e di ogni tipo – le bambine, le anziane, le avvenenti, le bruttine, le madri, le infertili, semplicemente tutte, perché ciascuna donna senza esclusione è parte dell’universo femminile su cui mi interrogo, e quale arte contempla una apertura del genere nella considerazione della donna quanto l’arte del burlesque?
Dopo molte riflessioni mi sono risposto semplicemente così: la donna è comprensione.
La bambina spesso mostra già uno spiccato istinto materno e accudisce le sue bambole, la vecchia zia o la nonna cura, cucina e vizia i suoi nipotini, nelle società tradizionali l’uomo doveva conquistare i beni e le donne dovevano conservarli, gestirli, accudirli: la donna è il vero e naturale manager, volendo usare un termine moderno. Persino nell’atto sessuale l’uomo è induttivo e la donna è ricettiva, comprensiva: questo ha ispirato anche l’iconologia magica e sacerdotale, lì dove la coppa è l’elemento femminile, ricettivo, e la bacchetta, lo scettro, o il bastone pastorale nella tradizione cristiana, è l’elemento fallico maschile. Nelle dinamiche classiche del corteggiamento è la donna che, in definitiva, respinge oppure accetta e, quindi, accoglie. Tutte le cose dette, naturalmente, sono piene di eccezioni e a volte concezioni come quelle citate hanno purtroppo relegato la donna, che in quanto datrice di comprensione e di accudimento è anche profondamente bisognosa di comprensione e di accudimento, a un ruolo tragicamente subalterno, ma quello che io esprimo è sentimento di amore per le donne e la mia definizione intende esaltarne la natura, l’essenza e quindi anche il ruolo.
Perché ad ogni età, in ogni atto e in ogni istinto la donna è sempre comprensione, nel senso proprio della parola: prendere insieme, abbracciare con mente e corpo. La donna, a differenza dell’uomo, è creatura e creatore al contempo, poiché contiene tutti gli elementi, e non solo sul piano fisico, naturalmente.
Quando il burlesque nel corso della sua lunga e burrascosa storia si è trasformato da intrattenimento per un pubblico esclusivamente maschile a un’arte per un pubblico principalmente femminile è sbocciato in una miriade di petali, mostrando infinite sfaccettature, alcune incomprensibili per chi si ostina a vedere nel burlesque un mero striptease, alcune incomprensibili per chi tenta di comprendere il burlesque ignorando la natura e l’essenza della donna.
Ma perché un’arte possa essere così tante cose insieme, e il burlesque è questo, è necessaria una grandissima comprensione. Mi viene da dire, con un pizzico di amorevole invidia, che un’arte come il burlesque se la potevano permettere solo le donne.

© 2017, Redazione. All rights reserved.

3 pensieri riguardo “Cos’è la donna? – Filosofia del Burlesque #06 –

  • gennaio 20, 2017 in 12:51 pm
    Permalink

    Posso alzare un polverone di contestazione?!? Feroce?!?
    vabbe’ mi calmo e suggerisco invece di “comprensione” che mi fa inorridire …alternative tipo “contenimento” (accogliere, racchiudere, comprendere) ove il “contenere” esprime la capacità fisica e psichica dell’inclusione, dell’accettazione, del generare, del comprendere, dell’accudimento, dell’empatia.
    Importante che la funzione di “contenere” non potrà mai essere esaustiva della “donna”perché la donna “contiene” ma “espelle” , e in questa sua capacità di espellere e dare la vita c’è il mistero dell’energia, del sangue e della morte, Lilith ci ricorda la natura niente affatto inclusiva del femminile. Il mito ci racconta che è proprio il suo atto di ribellione alla sessualità che la trasformerà in un demone ma solo perché Adamo è stato incapace di gestire la sua sessualità in modo altro da quello animale.
    CIò che della donna il maschio vuole vedere è solo quello che è in grado di tollerare 🙂 E quello che la donna decide di “mostrare” della sua natura.
    E tutto questo è molto Burlesque 🙂

    Risposta
  • gennaio 23, 2017 in 2:54 pm
    Permalink

    Carissima Luana,
    mi contesti il termine comprensione (ti fa inorridire – tu dici – perché? – io ti chiedo) e suggerisci contenimento, poi elenchi una serie di sinonimi tra cui… comprendere (!).
    Dici che “la funzione di contenere non potrà mai essere esaustiva della donna” – io non ho mai pensato di voler essere esaustivo al riguardo, non credo sia possibile esserlo in mezza pagina e neanche in dieci volumi, ho solo cercato un tratto (e non necessariamente l’unico) che fosse comune a tutte le donne – nessuna esclusa – e quindi non è un discorso di tratto specifico – essendo ogni donna, così come ogni uomo, un universo a sé – ma un elemento generale e comune universalmente. Quella che io chiamo comprensione, e che intendo nel senso dell’etimo (cum-prendere), non vuole essere una caratteristica specifica, una riduzione, un dire “la donna è questo, fine”, ma un tratto generale che non esclude che la donna possa essere (ed è) anche (tanto) altro e tante cose diverse da donna a donna, soprattutto! Mi piace molto il discorso che fai della “espulsione”: hai trovato un secondo tratto generale comune, e te ne ringrazio.
    La mia intenzione non è certamente quella di ridurre, dunque: se tu mi dici “la donna contiene, ma espelle anche” non va in contraddizione con quanto io affermo. La Terra, Gea, è sempre stata “donna” poiché genera (espelle, come tu dici), ma accoglie, contiene e nutre anche i semi di ogni esistenza (cum-prende, come io dico). Il sole (elemento maschile) dà, la luna (elemento femminile) riceve (cum-prende, come dico io) e riflette (espelle, come dici tu).
    Non c’è alcun motivo per agitarsi: rimarrà sempre e comunque quel velo di incomprensione tra uomo e donna e penso sia nella nostra reciproca e giusta natura. Ti voglio bene!

    Risposta
  • gennaio 24, 2017 in 8:41 pm
    Permalink

    ti voglio bene anche io! E sì, alla fine gli uomini delle donne non capiranno mai il senso 🙂 né la complessità ma è divertente vedervi arrancare 🙂 nel tentativo di tornare a casa… e sentirvi al sicuro in quell’utero che vi ha partorito tutti!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Riproduzione riservata !!!