“Chi scende dal palco?”… Azzurro Fumo

di Maria Giovanna Tarullo  

Il Boylesque è il suo superpotere. Quando porta in scena i molteplici personaggi che scalpitano dentro di lui, quel ragazzo che deve fare i conti con la noiosa vita di tutti i giorni si trasforma in un performer svampito e caotico la cui unica missione diventa far ridere e divertire il pubblico. 

Burlesque News accoglie nella sua anagrafe burlesca il boylesque performer dagli occhi di ghiaccio Azzurro Fumo. Effervescente, spumeggiante, malizioso, eccessivo, visionario, sensibile, sognatore… Azzurro Fumo è questo e molto altro! Non vi resta che scoprirlo.

Ph Alberto Guerri
Ph Alberto Guerri

Nome e cognome: Davide, Azzurro Fumo

Nome d’arte: Azzurro Fumo (mai utilizzato nome d’arte)

Nato il 27 settembre… di qualche anno fa a Licata (Ag)

Stato civile: Mi piace considerarmi “vedovo” dei rapporti sentimentali

Segni particolari: Occhi color ghiaccio e “qualche” orecchino sparso

Boylesque per me significa: Valvola di sfogo. E’ quello che mi permette di staccare dal quotidiano, fatto di impegni, scadenze burocratiche, file agli sportelli e responsabilità. Indossata la mia mise Boylesque cambia tutto: un po’ come avviene per alcuni supereroi. Solo che io, anziché salvare la gente, cerco di farla ridere e divertire.

Prima apparizione sul palco: La prima in assoluto è stata del tutto casuale nel marzo del 2013. Lavoravo nell’ufficio amministrativo della vecchia sede del Micca Club, mi occupavo di fatture e prenotazioni. Una sera il Direttore Artistico, Alessandro Casella, mi propose di sostituire la stage manager, che stava poco bene, creando delle gag sul palco tra un act e l’altro. La cosa funzionò e fui poi confermato in quel ruolo per tutta la durata della stagione. Mi piacque talmente tanto e andò così bene, che non ho mai abbandonato quel ruolo, anche dopo aver iniziato a studiare quest’arte e ad esibirmi come performer. 

Lo spettacolo che porto nel cuore: Più di uno: tutte le edizioni trascorse del “Caput Mundi International Burlesque Award” e il “Burlesque Save the Queen” del 2016 organizzato da Jolie Tease e le ragazze del Burlesque Cabaret Napoli. Oltre ad essere stati degli spettacoli per me molto emozionanti hanno creato dei legami affettivi, che vanno oltre il semplice essere colleghi. Prima di allora non avevo mai percepito quella fratellanza, che solo certe occasioni sanno far venire fuori.

Ph Diego Fioravanti
Ph Diego Fioravanti

L’accessorio che porto sempre con me: I miei piercing, decisamente. Pur avendo un lavoro considerato socialmente “serio” e che impone una certa austerità nella figura (quindi niente piercing al viso) li tengo sempre in tasca, per ricordarmi, in ogni momento, di quel lato, a volte un po’ eccessivo, della mia personalità.

Sogno di esibirmi davanti: Un concilio ecumenico, così da dimostrare che non c’è vergogna nel mostrare il proprio corpo, di qualsiasi forma esso sia, anche a chi condiziona la moralità del nostro Paese con lo stendardo della religione. Perché l’abito non fa il monaco! 

Se rinascessi vorrei essere: Esattamente quello che sono adesso, ma un po’ meno svampito e caotico, dando più spazio al cervello che al cuore.

Motto personale: Cura ut valeas. Che poi è quello che mi ripete ogni giorno mia madre al telefono, ma probabilmente con un’interpretazione assai diversa da quella che do io. Purtroppo o per fortuna.

Progetti futuri: Troppi! Talmente tanti che non basterebbe un’intervista per elencarli tutti. Di certo, però, il primo della lista è quello di dimostrare e testimoniare a molti la veridicità dei rapporti umani all’interno della grande famiglia del burlesque.

Ph Paco Rianna
Ph Paco Rianna

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