Paolo Bianchi intervista Dirty Martini – Paolo Bianchi interviews Dirty Martini

English version below

Cara Dirty, non penso che tu sia semplicemente una performer di burlesque: penso che tu sia la vera e propria incarnazione del burlesque! E ti adoro!  

Grazie! Questo è il miglior complimento che io possa ricevere da qualcuno. Lo spirito del burlesque è anticonformista. Sin dal primissimo burlesque dei vecchi tempi fino a quello di oggi, le performer sono sempre state persone che non si sono adattate ai modi di un cittadino modello. Siamo “strambe” e il nostro infrangere le regole si sposa con l’amore per uno show di qualità. Ora il burlesque comprende molti sotto generi, dall’arte performativa allo stile da showgirl e tutto quello che c’è in mezzo. La mia attività è iniziata con la danza e l’arte performativa, per stabilirsi poi come un burlesque più classico, mi piace tuttavia tenermi aperta ad ogni ispirazione che arriva. Mi piace pensare a me stessa come ad una performer aperta e attiva nella ricerca artistica.

Photo di Frank Rodrick

Quando ti sei innamorata del burlesque? E come?

I video della Something Weird mi hanno fatto conoscere il vintage burlesque e i filmati Nudie Cuties. Prima che si entrasse nell’era del digitale, c’era un leggendario negozio che noleggiava video, chiamato Kim’s Video, di fronte al mio appartamento a New York, dall’altra parte della strada. Era noto per essere il posto di noleggio per gli appassionati di film. Aveva una collezione con una sezione cult con tutte le produzioni di Irving Klaw e i roadshow che Something Weird aveva salvato dall’oblio. I film originali erano ormai rovinati e vennero trasformati rapidamente in un nuovo formato, messi così in salvo per la nascente generazione di entusiasti del burlesque.

 

Come studentessa di storia della danza, non riuscivo a capacitarmi del fatto di non aver mai sentito parlare del burlesque prima di allora, come forma di danza e di intrattenimento popolare! Non era inserito nel programma scolastico del mio conservatorio, e certamente non l’avrebbero inserito in un libro di storia! Immagina! La musica jazz americana era venerata, e considerata la musica delle persone intelligenti, mentre il burlesque era escluso totalmente, come se non fosse mai esistito. Non se ne parlava neanche. Sentii come se avessi scovato una miniera d’oro di ispirazione. Questo accadeva prima che il burlesque venisse conosciuto come un fenomeno della cultura retrò e prima che performer simili di tutto il mondo si conoscessero. Sentii come una forma di parentela con quelle performer di quei video in bianco e nero. È difficile da descrivere, ma loro mi hanno mostrato come essere donna. Ho fatto un act tributo ai video di Something Weird che ho messo in scena per la prima volta due anni fa, alla Burlesque Hall of Fame al Friday Night Legends Showcase. E’ stata una performance live con dei video che mostravano le mie prime influenze di classic burlesque e di come avevano contribuito a rendermi quella che sono oggi.

Il burlesque è un’arte aperta, libera. Questo è fantastico, ma è anche un rischio secondo me. Credo che sia meglio, per una performer, iniziare cimentandosi in un’altra arte, come la danza o il teatro, ad esempio, e poi in caso iniziare col burlesque. Sei d’accordo?

La pensavo anch’io così, ma più vedo nuove performer che si esprimono in questa forma d’arte, più mi convinco che c’è solo un particolare tipo di persone che può eccellere nel burlesque. Certamente la formazione, di qualsiasi tipo, aiuta a preparare la performer per il palco, ma non credo che qualsiasi ballerina o attrice possa diventare una grande artista di burlesque. A volte le ballerine professioniste pensano che il burlesque sia una forma d’arte più facile, e così non mettono a frutto come si deve tutta la loro formazione. Ma proprio perché l’allenamento fisico e i trucchi del mestiere nella danza sono così avanzati, le sfumature di una buona performance di burlesque possono essere non colte appieno da una ballerina professionista. Quando vedi Kitten de Ville in scena, quella intangibile energia selvaggia può sembrare accidentale e non coltivata. Kitten ha costruito quel qualcosa in anni di lavoro sul palco e nessuna è come lei. La bellezza del burlesque è che dovrebbe sembrare facile. Questa cosa viene a volte confusa con mancanza di sforzo o con facilità di creazione, quando invece ciò che concorre alla riuscita di un buon act è qualcosa di abbastanza complicato. Io sono grata alla mia formazione di ballerina per la grazia e la consapevolezza dello spazio e della forma del corpo che mi permette di avere sul palco, ma i miei anni di esperienza nel burlesque rappresentano la mia fiducia e confidenza col palco.

Qual è il senso profondo della femminilità per Dirty Martini?

Che tu ci creda o no, avevo poca confidenza con la mia femminilità quando ho approcciato al burlesque. Era così lontana ed era più che altro un gioco. Il mio unico vero riferimento con la femminilità proveniva dai vecchi film e dalle drag queen. L’essere femminili era qualcosa che le altre persone facevano per compiacere gli uomini. Non era cosa per me. Ero così concentrata a guadagnare il mio posto al pari degli uomini che non volevo cercare nulla di tutto questo in me. Anche nelle mie relazioni amorose volevo essere compresa come una persona, non corteggiata per la mia apparenza o vinta come fossi un premio di una fiera. Davvero, le drag e il burlesque mi portarono a capire e ad apprezzare la mia natura femminile. The World Famous *BOB* ed io lo abbiamo chiamato così: da Femmina a Femmina (F to F). Come le persone transgender passano da Maschi a Femmine o da Femmine a Maschi, noi abbiamo dovuto trovare questa identità performando e presentando il femminile in scena. Non intendo offendere le persone transgender o sminuire il loro percorso. Al contrario, ritrovo un po’ del mio percorso spirituale nell’attuale questione sulla cultura gender. Amo guardare altre donne mettere in mostra la propria femminilità, che ne siano consapevoli o meno. Le chiamo le ragazze “miao miao” (“meow meow”), e penso che siano così incredibili! Si avvicinano all’oggetto del loro desiderio e ci si strusciano come una gatta. Mi piacerebbe farlo, ma non è nel mio repertorio! È così divertente da guardare! Cercalo e vedrai. O forse no, se sei tu l’oggetto del “miao”!

Quando un act burlesque è volgare?

Penso che la parola volgare abbia una connotazione giudicante. Il termine volgare è usato per descrivere qualcosa che mette alla prova i limiti di chi osserva, o mette qualcuno a disagio. Per me, se una performer sa cosa vuole esprimere ed è sicura di sé, è impossibile che sia volgare. Alcuni pensano alla pornografia, ma per me è volgare l’incompetenza. Comportasi scorrettamente e trattare male le altre persone è volgare. Le cose estreme dovrebbero essere utilizzate come strumenti teatrali e, se usate correttamente, dovrebbero apparire in relazione al contesto della pièce che si sta eseguendo.

 

Perché il burlesque trova il suo posto nella cultura underground?

Il burlesque è sempre stato un intrattenimento per le masse. Per questo non ha mai ottenuto uno status elevato come intrattenimento o come forma d’arte. Coloro che lo praticano oggi sono, per la maggior parte, emarginati e liberi pensatori. E anche prevalentemente donne e questo dà adito a numerosi tabù e limiti. Le donne generalmente non sono autorizzate a possedere i propri corpi e a governare la propria sessualità come desiderano. È interessante per me che le produzioni che sono diventate popolari e famose, dopo la rinascita del burlesque, tentino di catturare lo spirito del burlesque, ma non ci riescono perché il contenuto viene gestito in maniera oscura e la sessualità sembra inscatolata o commercializzata. Come esempio cito lo show Zumanity a Las Vegas dove la sessualità è equiparata sia all’atleticità che al feticismo, anziché alla joie de vivre.

 

Penso che i produttori mainstream semplicemente non capiscano che non è la nudità la parte interessante. Se le donne sono nella produzione le riducono del tutto ad un feticcio. Alcuni semplicemente si sbarazzano di tutte le donne nello spettacolo. Questo è chiamato boylesque! Non ho mai pensato che sarebbe stato possibile essere esclusa dal mio stesso mondo del burlesque, ma è accaduto anche questo. Ancora una volta, non intendo offendere i miei colleghi uomini che fanno burlesque. Ho molta stima di loro per quello che fanno e mi fa piacere che abbiano un posto speciale e che facciano un grande lavoro. È solo che non sono una fan del suddividere le persone per gender, taglia o altre caratteristiche arbitrarie. La varietà è il sale della vita. Alcuni produttori invece lo fanno. È con film come “Tournée” e piccole comparse che le vere performer hanno fatto in TV o nei film che c’è la speranza che il burlesque si mostri anche a un pubblico mainstream.

 

 

Come ti immagini il futuro del burlesque? E il tuo?

Non lo so davvero! La fine della “moda” è stata prevista più volte. Non sono certa di quanto possiamo andare ancora più nell’underground! C’è sempre qualcuno che porta la torcia. Le performer burlesque come Sally Rand e Tempest Storm lo hanno mantenuto vivo negli anni ’70. Negli anni ‘80 Kitten Natividad e performer dei strip club hanno fatto spettacoli con coppe di champagne giganti e ventagli di piume. Negli anni ’90 il neo vaudeville e gli inizi del new burlesque si impadronirono delle basi date da Ann Magnuson, John Sex e la mecca sacra nel deserto, l’Exotic World, guidata da Dixie Evans. E’ stata lei ad assicurare che nessuno avrebbe mai dimenticato le nostre antenate.

Sono stata interpellata per molti reality show, la maggior parte senza arrivare a fare mai una prima. Cambi di look, concorsi, spettacoli in stile documentario del tipo “a day in the life” non vanno a gonfie vele ma continuano ad andare. Lady Burlesque sulle reti Sky va e viene, America – e gli altri paesi – Got Talent, la riedizione di The Gong Show ha fatto gong eppure le persone ancora mi chiedono “cos’è il burlesque”. Non lo so. Ogni volta che penso che sia tutto finito, vengo ispirata o ingaggiata. Sono presente praticamente in ogni articolo o libro o film sul burlesque, ma ora sono richieste altre brave performer. Questo non mi dispiace. Mostra quanto sia diventato grande il mondo del burlesque. È solo una questione di tempo o di gusti che faranno fare il grande botto nel mainstream, come accaduto con RuPaul’s Drag Race. Di talento ce n’è decisamente in quantità e non è quello il problema. Mi sento molto onorata di continuare a fare quello che faccio. Ho trascorso dieci bellissimi anni in tour con il Cabaret New Burlesque in Europa, quattro anni con lo show di Dita von Teese, e abbiamo un po’ di tour programmati per il prossimo anno. Mi sento estremamente fortunata di essere circondata da tanto talento ed ispirata a creare. Sono certa che il mio futuro si renderà chiaro da sé, in modo naturale.

 

Il burlesque è tante cose diverse: cosa davvero ami del burlesque? Cosa no?

Amo lo spirito di innovazione e mi piace guardare uno show che mi fa dire “avrei voluto farlo io”. Visto che questa è una forma d’arte che non ha nessuna reale regola, e visto che la performer è creatrice, c’è tanto da scoprire e da fare! Non riesco proprio a sopportare quando vedo un artista spendere una tonnellata di soldi per fare una copia di un abito, di una scenografia, di un costume o di un concept di qualcun altro! C’è così tanto da fare, così tanti riferimenti da usare. Mi fa impazzire quando vedo qualcosa di così deliberatamente copiato. Sì, il burlesque ha un suo stile e spunti che lo rendono classic burlesque o neo burlesque, ma copiare qualcuno per semplice mancanza di idee è orribile e noioso. So che molte persone possono avere la stessa idea allo stesso momento e credo nei sosia e nell’inconscio collettivo. Ma una performer vera, interessante e creativa realizzerà spontaneamente un’arte unica. Mi piace vedere differenti approcci ad una stessa idea. Penso che negli ultimi anni il Burlesque Hall of Fame Weekend sia stato davvero interessante proprio per questo. Gli show sono stati molto diversi e notevoli. Le persone pensano alle nostre Leggende e al classic burlesque quando hanno in mente la Burlesque Hall of Fame e la Reigning Queen of Burlesque, che di solito ha un act classico, ma il momento del Weekend è molto rappresentativo proprio perché mostra cosa sta accadendo nel mondo del burlesque. Io consiglio agli organizzatori di festival di creare una vetrina di livello e ben bilanciata, che sia anche un ritrovo bello e divertente per tutti noi.


English version

Dear Dirty, I don’t think you’re simply a burlesque performer: I think you are the true embodiment of burlesque! And I love you!

Thank you!  That is the best compliment I could get from anyone.  The spirit of burlesque is maverick. From the old times to present day burlesque, dancers are people that don’t fit the mold of a model citizen. We are weirdoes and rule breakers that come together in the love of a good show. Burlesque encompasses many different sub genres now from performance art to showgirl style entertainment and everything in between. My own performance started with dance and performance art and settled into more classic burlesque, but I like to keep myself open to any inspiration that comes. I do like to think of myself as a professional broad and an instigator.

When did you fell in love with burlesque? And how?

Something Weird Video introduced me to vintage burlesque and nudie cutie reels. Before I caught on to the digital age, there was a legendary video rental place called Kim’s Video across the street from my apartment in NYC. They were known for being the film buff’s rental place. The collection that they had included a cult section with all the Irving Klaw productions and roadshows that Something Weird saved from oblivion. The original films were deteriorating and all were swiftly transferred to a new format and saved for the burgeoning generation of burlesque enthusiasts. As a student of dance history, I couldn’t believe that I had never heard of burlesque even as a form of folk dance or popular entertainment!  It wasn’t a part of the curriculum at my conservatory, and it certainly didn’t make it into any history book. Imagine! American Jazz music was venerated and considered the intelligent people’s music, but burlesque was brushed aside as if it never existed. It wasn’t talked about. I felt as if I discovered a gold mine of inspiration. This was before burlesque was known as a retro culture phenomenon and before likeminded performers around the world knew each other.  I felt a kinship with the performers in those black and white reels.  It’s hard to describe, but they showed me how to be a woman. I made a tribute act to Something Weird Video that I premiered two years ago at BHoF on the Friday Night Legends Showcase. It was live performance with video showing my early classic burlesque influences and how they made me who I am.

 

Burlesque is an open, free art. That’s fantastic, but is a risk too, in my opinion: I suppose that’s better to start with another art, dance or theatre for example, and then eventually switch into burlesque. Do you agree?

I used to think so, but the more I see new performers take up this art form, the more I think that there is just a particular sort of person that excels in burlesque. Certainly training in any form will help prepare a performer for the stage, but I don’t think that just any dancer or actor makes a great burlesque artist. Sometimes professional dancers think of burlesque as an easier option to perform so they don’t put their training to good use. Because our physical training and the tricks we learn to do in ballet are so advanced, the nuances of a good burlesque performance can be lost on a pro dancer. When you see Kitten De Ville perform, that wild intangible energy can seem accidental instead of cultivated. She’s built years of stage training into her numbers and no one is like her. The beauty of burlesque is that it should look effortless. That is sometimes confused with a lack of effort or ease of creation when what goes into a good act can be quite complicated. I thank my dance training for the grace and awareness of space and body shapes it affords me on the stage, but my years of burlesque experience account for my confidence and ease on the stage.

What’s the deep sense of femininity, for Dirty Martini?

Believe it or not, I was so out of touch with my femininity when I first discovered burlesque. It was so foreign it was almost a joke. My only real exposure to femininity was from old films and drag queens. Being feminine was something that other people did to entice men. I couldn’t relate to it at all. I was so concerned with earning my place as an equal to men that I didn’t want to discover any of tat in myself. Even in my love relationships I wanted to be understood as a person, not courted for my appearance or won like a prize in a state fair. Really, drag and burlesque brought me to understand and appreciate my feminine nature. The World Famous Bob and I gave that a name: F to F. Like transgender people are Male to Female or Female to Male, we had to discover this identity through performing and presenting female onstage. I don’t mean offense to transgender people or belittle their journey. Quite the contrary, I recognize some of my spiritual path in the ongoing conversation about gender. I love watching other women perform feminine whether they are aware of it or not. I call them “meow meow” girls and I think they are so incredible. They sidle up to the object of their affection and purr like a cat. I wish I could do that, but it’s just not in my tool box!  It’s so fun to watch though! Look for it, and you’ll see it.  Maybe not if you are the object being meowed at!

When a burlesque act is vulgar?

I think that the word vulgar has a judgmental connotation. “Vulgar” is used to describe something that tests the viewer’s boundaries or makes someone uncomfortable. For me, if a performer knows what they want to express and has confidence it’s not possible to be vulgar. Some would use examples of pornography, but for me incompetence is vulgar. Bad behavior and treating other people poorly is vulgar. Extremes should be used as a theatrical device and if used properly, they should seem in context with the rest of the piece being performed.

 

Why burlesque found its place in underground culture?

Burlesque has always been cheap entertainment for the masses. With that, it never gained high status as an entertainment or art form. The modern practitioners for the most part are outcasts and free thinkers. It’s also predominantly female and that comes with a number of taboos and hindrances. Women in general aren’t allowed to own their own bodies and sexuality on their own terms. It’s interesting to me that the productions that have become popular after burlesque’s resurgence try to capture the spirit of burlesque but can’t because the content is handled to darkly and the sexuality seems canned or slick and marketed. As an example, I point to the Vegas show Zumanity where sexuality is equated with either athleticism or fetish instead of joie de vivre. I think mainstream producers just don’t understand that it’s not the nudity that is the interesting part. They fetishize women if they are in the production at all. Some just get rid of the women in the show altogether. That’s called boylesque! I never thought it would be possible to be excluded from my own world of burlesque, but that happened too. Again, I don’t mean any offense to my male burlesque pals. I think very highly of what they do and I’m glad that they have special venues and make great work. I’m just not a fan of grouping people by gender, size or other arbitrary characteristic. Variety is the spice of life.  Some producers get it though. With films like “Tournée” and guest spots that real burlesque performers have done on TV and film, there’s hope for burlesque to appeal to mainstream audiences.

How do you imagine the future of burlesque? And your?

I just do not know!  The end of the “craze” has been predicted many times. I’m not sure how much more underground we can go!  There’s always been someone carrying the torch. Burlesque dancers like Sally Rand and Tempest Storm kept it alive through the 70’s. In the 80’s Kitten Natividad and strip club feature dancers did stage shows with giant champagne glasses and feather fans. In the 90’s neo vaudeville and the beginnings of new burlesque took hold with groundwork laid by Ann Magnusson, John Sex and The holy Mecca in the desert, Exotic World, helmed by Dixie Evans. She made sure that no one would ever forget our foremothers. I have been tapped for many a reality show, most never making a premiere. Makeovers, competitions, day in the life docu-style shows all failing to air, yet we keep going. Lady Burlesque on the Sky network has come and gone, America -and everybody else- Got Talent, the Gong Show reboot has gonged and yet still people ask me “what is burlesque”. I just don’t know. Every time I think it might be over, I get inspired or hired. I used to be in pretty much every article and book or film about burlesque, but now other fine performers are being asked.  I’m not upset about that.  It shows how big the world of burlesque has become. It’s only a matter of time or tastes that will make a big mainstream break like RuPaul’s drag race happen. Talent is definitely abundant and is not the issue. I feel very honored to continue to do what I do. I’ve had 10 good touring years with the Cabaret New Burlesque in Europe, 4 years in Dita Von Teese’s show and we have a bunch of tours planned in the next year. I feel extremely lucky to be surrounded by talent and inspired to create. I’m sure my future will organically make itself clear.

Burlesque is a lot of different things: what do you really love of burlesque? And what you don’t?

I love innovation and I love watching a show that makes me wish I had created it. Since this is an art form that hasn’t any real rules, and since the performer is the creator, there is so much to discover and to do! I really can’t stand it when I see a performer spend a ton of money and make a copy of someone else’s gown, prop or costume or concept! There’s so much to do, so many references to use. It makes me crazy when I see something so deliberately quoted. Yes, burlesque has a certain style and cues that make it classic or neo, but to just copy for lack of any other idea is horrible and boring. I know lots of people think of ideas at the same time and I am a believer in doppelgangers and a collective unconscious. A truly interesting and creative performer will naturally make unique art.  I like to see many different approaches to one idea. I think Burlesque Hall of Fame Weekend has been really interesting for that in the last few years. The shows have been very diverse and outstanding. People think of our Legends and Classic Burlesque when they think of BHoF and our Reigning Queen of Burlesque usually has a classic act, but the weekend has been very representative of what’s going on in the burlesque world. I commend the organizers of the festival on creating an uplifting and well-balanced showcase as well as a fun reunion for us all.


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Un pensiero riguardo “Paolo Bianchi intervista Dirty Martini – Paolo Bianchi interviews Dirty Martini

  • luglio 24, 2017 in 2:26 pm
    Permalink

    Scritto come sempre con stile. Graffiante, sapido.

    Risposta

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