Intervista a Gonzalo Mirabella

Qualche settimana fa abbiamo lanciato un sondaggio su facebook chiedendo ai nostri lettori chi fosse secondo loro il boylesque più bravo d’Italia e, a furor di popolo, ha stravinto Gonzalo Mirabella. Lo abbiamo intervistato per sapere cosa ne pensa…

Partiamo dal sondaggio di Burlesque News: sei stato il più acclamato boylesque!!! Hai un pubblico che ti ama. Che ne pensi? Qual è la chiave del tuo successo secondo te?

Sono rimasto piacevolmente colpito dal risultato del vostro sondaggio. La chiave del mio successo? Se di successo si può parlare… Sinceramente non lo so, ma credo che al pubblico arrivi l’emozione che provo ogni qualvolta entro in scena. Una volta un caro collega, Azzurro Fumo, mi definì “affamato di palco”. È vero! Avverto forte e pressante la voglia di condividere e donare storie ed emozioni sul palco. Se esiste una chiave, credo sia anche questa.

Photo credit Simone Viti Photographer

Cosa significa per te essere un boylesque?

E’ la mia vita, il mio lavoro e la mia più grande passione. Anni fa, quando ho iniziato, cercavo di tenere ben separati e distinti Roberto e Gonzalo. Ad oggi credo che ci sia molto di me sul palco. E molto di Gonzalo nella vita di tutti i giorni.

Quando e come ti è venuto in mente di diventare boylesque?

Gonzalo nasce dal bisogno di uscire fuori da un tunnel nel quale mi ero infilato, uscito malconcio da una convivenza. Sicuramente l’incontro con Giuditta Sin, che mi  ha incoraggiato, e il supporto di Fiammetta Alexander, mia amica già da tempo, sono stati fondamentali.
Era il 2012, la prima edizione di Burlesque Riot… sembra ieri…

E cosa significa per te burlesque?

Il Burlesque è totale libertà di espressione, è erotismo fatto movimento.

Nei tuoi numeri c’è sempre molta ironia… a cosa ti ispiri e come costruisci i tuoi show?

Parto sempre dal concept, dall’idea che voglio rendere tangibile. Il secondo step è la ricerca musicale, fondamentale. Ore e ore di prove, ripensamenti e cambi di direzione… Ogni volta che creo un nuovo act ne divento ossessionato. Sono maniacale lo ammetto.

Qual è il tuo background artistico?

Vengo da anni di studio della Danze Latino Americane. Ho iniziato a studiare con Concetta Raniolo alla New Ballet di Ragusa nel 1988. E ancora oggi seguo workshop e prendo lezioni con professionisti del settore perché la danza è un organismo vivo che si evolve di anno in anno. E non si smette mai di imparare.

Photo credit Simone Viti Photographer

Ti sei esibito anche all’estero: hai trovato differenza tra l’Italia e l’estero?

Quello che cambia è il pubblico. Il burlesque, come la danza del resto, è un linguaggio universale che viene codificato e recepito in modo diverso in ogni nazione.
L’importante è farlo con professionalità ed integrità artistica. Sempre.

Ultimamente hai cambiato il tuo nome d’arte da Gonzalo De Laverga in Gonzalo Mirabella. Come mai?

Il mio nome d’arte, Gonzalo De Laverga, è stato lo scudo dietro al quale mi sono nascosto per anni. È arrivato il momento di esporsi come Artista, totalmente. Sono fiero del mio cognome, Mirabella, è ho deciso di portare sul palco la mia vita senza riserve. Un tributo alla storia della mia famiglia. Una famiglia che amo definire di “Artisti della Vita”.


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Oltre ad essere un performer, sei anche un personal shopper… come fai convivere le tue due identità?

Le mie due attività convivono in armonia. Roberto personal shopper ha molto di Gonzalo, che a sua volta è molto Roberto. Forse la dicotomia fra le due identità sta svanendo. E qui mi rifaccio alla questione del cambio del nome d’arte di cui parlavamo prima.

Photo credit Simone Viti Photographer

Dove ti vedremo esibirti prossimamente?

Insieme a Giuditta Sin, come The Duncan’s, saremo ospiti il 22 Giugno a Woox, a Testaccio presso il Coyote. Una serata Electro che unisce Musica elettronica appunto, Performance Art e Visual Art.
Inoltre insieme a Coup De Théatre, la Boutique Vintage di Via del Pellegrino 17, che cura l’immagine del nostro Cabaret Domestique, daremo vita ad un Romanische Cabaret all’Arco degli Acetari a Campo dei Fiori. Un Cabaret Gipsy con performances accompagnate dalle sonorità zingare di un chitarrista e un violinista… ma non voglio svelarvi troppo… seguite la pagina del Cabaret Domestique su FB!!! Sarà un evento all’aperto in un cortile della fine del ‘700, in una delle zone più suggestive di Roma.

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