Paolo Bianchi intervista Russell Bruner – Paolo Bianchi interviews Russell Bruner

English version below

 

Russell, tu sei il “King of Boylesque”; lì dove il burlesque è l’arte del teasing, cos’è invece il boylesque?

Penso che sia importante guardare al burlesque prima che lo striptease ne diventasse uno degli elementi principali dello show, e vedere come le cose siano cambiate e dove stiano andando.

Per come è, il burlesque ha e talvolta comprende altre forme di divertimento bizzarro, di parodia, di satira , di imitazioni ridicole, di derisione di una caricatura e così via.

Quindi, oltre che concentrarsi semplicemente sull’arte del tease, la performance di burlesque può anche portare un pubblico adulto attraverso l’esplorazione di un soggetto come la sessualità, e forse accompagnarlo fuori dalla sua zona di confort, attraverso qualcosa che può essere (o può essere stato) considerato come un tabù o come qualcosa di negativo. E poi rigirare questo argomento per provocare il pensiero, creare l’eccitazione, aprire gli occhi, rafforzare la comunità, sperimentare la gioia, celebrare la vita o avere un’altra reazione, completamente diversa, come parte dell’intrattenimento.

Detto questo, io non uso spesso il termine ‘boylesque’. In genere mi descrivo solo come un performer ‘burlesque’, perché sono di solito in spettacoli che comprendono tutti i sessi e gli orientamenti sessuali e penso anche che sia un po’ riduttivo dover spiegare al pubblico che sono un ragazzo quando mi annunciano! Non credo sia importante qualificare il sesso del performer prima che arrivi sul palco. Ci deve essere un elemento di sorpresa per il pubblico. Tutto questo è buon intrattenimento.

 

Come ci si sente ad essere “King of Burlesque”?

È un onore essere considerato uno dei migliori dell’industria burlesque e sono stato piuttosto fortunato  da vincere i titoli tre volte, prendendo il primo posto in tre differenti categorie, al Burlesque Hall of Fame Weekend.

Questo titolo “King of Burlesque” è dato alla persona che vince la categoria “Best Boylesque” nella manifestazione che si tiene per raccoglitore fondi per Burlesque Hall of Fame di Las Vegas. È divertente performare e partecipare a questo festival, ma soprattutto credo sia bello far parte di questo spettacolo perché aiuta a raccogliere fondi per preservare e mantenere una consapevolezza e il rispetto della storia di burlesque.

Le regine e i re sono guardati e rispettati, ma bisogna sapere che non abbiamo poteri di governo né una posizione decisionale in conseguenza della nostra vittoria alla Burlesque Hall of Fame. Quando finisce la competizione, torniamo alle nostre vite e a svolgere gli spettacoli come tutti gli altri in questa forma d’arte. Essere “King of Burlesque” è gratificante perché aggiunge un certo riconoscimento del nome e un valore intrinseco alla performance di un act, ma principalmente questo titolo consiste nel portare il riconoscimento alla Burlesque Hall of Fame ed essere ambasciatore per la causa.

 

Come e quando hai iniziato ad essere un performer di burlesque?

Ero appassionato da tempo di ballo swing e un fan della musica swing jazz tradizionale prima di prendere parte al mio primo show di burlesque, e sono stato fortunato, in questo primo spettacolo a cui ho partecipato era previsto come parte dello spettacolo un concorso come ballerino solista.  Così ho partecipato alla competizione e ho vinto! Dopo, ho cominciato ad essere invitato ad esibirmi in altri spettacoli.

Russell Bruner e Paolo Bianchi

 

Vedo in te molte cose belle: un po’ di Charlot, un po’ di Fred Astaire, un clown, il forzuto del circo, un personaggio d’epoca dentro e fuori dal palco… Sei un ottimo mix! Chi sono le tue ispirazioni personali?

Per quanto riguarda il burlesque, ricordo di essere stato ispirato ad eseguire un numero da solista di strip tease dopo aver visto Christopher Walken nel film Pennies From Heaven. Sono stato anche ispirato dalla performance di Joel Gray nel film Cabaret, quando ho iniziato a concentrarmi sul personaggio.

 

 

Che cosa è la sensualità in un uomo, e cosa è in Russell Bruner in particolare?

Penso che i dettagli e le specificità di ciò che è sensuale dipendano da chi condivide l’esperienza. Io faccio del mio meglio per ascoltare, imparare ed essere attento a coloro che condividono l’esperienza dello spettacolo, performer e pubblico. Per me questo è un viaggio interessante. Sono stato cresciuto come mormone, per cui la sensualità non mi è stata incoraggiata. Passata quella fase, ho dato inizio alla scoperta di ciò che trovo sensuale negli altri e in me stesso. Penso che se quello che posso presentare sul palco è intrattenimento onesto, divertente e di buona qualità, allora è in particolare quello di Russell Bruner.

 

Ti esibisci sia negli Stati Uniti che in Europa: qual è la differenza tra il pubblico americano e quello europeo?

Il pubblico è grande ovunque e ci sono belle persone in tutto il mondo. Le persone che vengono agli show e che incontro di persona sono tutte molto carine. Le amo particolarmente quando posso uscire dopo uno spettacolo e avere il tempo di socializzare e ballare con il pubblico e con i membri del cast. È sempre un piacere incontrarsi con belle persone ovunque.

Purtroppo, mi pare che molti americani siano più inclini ad andare online e ad esprimere opinioni sgradevoli su spettacoli e artisti. Ciò può essere particolarmente dannoso quando le cose vengono tolte dal contesto. Gli attacchi online possono essere molto dannosi per i performer, su entrambi i lati. Così i social media invece di essere un qualcosa che ci unisce, può diventare una distrazione che ci divide.

Il burlesque è un percorso unico di carriera. Anche se sta crescendo in America e in Europa, è ancora piccolo il popolo di noi teaser. Penso che sia importante ricordare che il nostro compito è quello di sostenerci l’un l’altro quando possiamo e di intrattenere il pubblico, a prescindere dalla città in cui ci troviamo.

 

Il burlesque (boylesque incluso) è tante cose diverse: cosa ami davvero del burlesque? E cosa no?

Penso ci siano molte cose del burlesque con cui ho un rapporto di odio-amore. Eccone alcune:

Mi piace viaggiare, ma odio anche la parte del viaggio di una burlesque performance. Non posso dirti quante ore ho speso ad organizzare la logistica con un piccolo budget per riuscire a fare gli show, con tutti i miei bagagli su aerei, treni, taxi e autobus. Non è del tutto male ed è bello trascorrere del tempo in diverse città del mondo… ma sai com’è, sto cercando di ridurre i viaggi per mantenere la mia salute.

Amo fare i numeri in duetto e in collaborazione, ma non è facile poiché lavoro spesso con qualcuno che non è nella mia stessa città, quindi è difficile trovare il tempo per le prove, coordinare costumi, coreografie e cose del genere. Ma per me è molto importante presentare qualcosa di speciale alle persone del pubblico, che possono vedere solo quella volta lo show a cui prendono parte, un’esperienza unica. Quindi amo fare degli act in collaborazione e odio non avere maggiore tempo e risorse a disposizione per mettere insieme questi numeri e per eseguirli più spesso.

Mi piace essere un uomo del burlesque. Gli uomini non sono così comuni in questa industria. Fino ad oggi, gli uomini coinvolti erano comici, produttori e macchinisti di scena. Non c’erano molti ballerini maschi. Il numero di uomini che si esibiscono nel burlesque sta crescendo e sono felice di farvi parte. È anche bello vedere che molti produttori sono donne. Stanno cambiando le cose dal passato.

Penso che avere tutte le prospettive e rimanere tutti insieme sia importante per comprendere meglio l’altra parte e provocare il pensiero e sfidare il modo in cui le cose sono nella società. Dobbiamo adoperarci per la comprensione e per l’uguaglianza. L’ascesa di uno non significa la caduta dell’altro. Possiamo salire tutti insieme.

È un onore e un privilegio far parte del mondo del burlesque. Credo che ci sia qualità e bellezza qui e mi piace essere in grado di esprimerlo e di celebrarlo.


English version

Russell, you are the king of boylesque; if burlesque is the art of teasing, what is boylesque?

I think it’s important to look at Burlesque before striptease eventually became one of the chief elements of a Burlesque Show and see how things have changed and where they are going. As it is, Burlesque has and does at times include other forms of bawdy entertainment, parody, satirization of subjects, ludicrous imitation, mockery of a derisive caricature, and so on.

So beyond focusing on simply the art of the tease, Burlesque Performance can also take an adult audience through the exploration of a subject like sexuality, and perhaps taking the audience outside of their comfort zone, and through something that may be (or has been) considered to be taboo or naughty.  And then put a spin on this subject to provoke thought, create arousal, open eyes, strengthen community, experience joy, celebrate life or get some other reaction that’s completely different as part of the entertainment.

That said, I don’t often use the term “Boylesque”. I will typically only describe myself as “Burlesque” because I am usually in shows that include all sexes and sexual orientations and I also think it’s somewhat reductive to also tell the audience that I am a boy when I’m announced. I don’t think it’s important to qualify the sex of the performer before they arrive on stage. There needs to be an element of surprise for the audience. That’s what good entertainment is all about.

 

How does it feel to be the King of Burlesque? 

It is an honor to be counted as one of the best in the Burlesque Industry, and I’ve been fortunate enough to have won titles 3 times, taking 1st place in 3 different categories, at the Burlesque Hall of Fame Weekend.

This title “King of Burlesque” is given to the person that wins the “Best Boylesque” category in the Pageant held as a fundraiser for the Burlesque Hall of Fame in Las Vegas. It’s fun to perform and attend this festival, but most importantly, I think it’s good to be a part of this show because it helps to raise money to preserve and keep an awareness and respect to the history of Burlesque.

The Queens and Kings are looked up to and respected, but it should be known that we do not have ruling powers or a decision making position in the Burlesque Hall of Fame bestowed upon us for winning. When the competition is over, we are back to the hustle of performing in shows like everyone else in this art form. Being “King of Burlesque” is rewarding because it adds some name recognition and intrinsic value to the performance of an act, but mainly this title is about bringing recognition to the Burlesque Hall of Fame and being an ambassador for the cause.

 

When and how did you start to be a burlesque performer?

I had long been a swing dance enthusiast and a fan of traditional swing jazz music before I attended my first Burlesque Show, and as luck would have it, in this first show I attended they also had a solo dance contest as part of the show. So, I entered the competition and won! After that, I began to be invited to perform in other shows.

 

I see in you a lot of different beautiful things: a little bit of Charlot, a little bit of Fred Astaire, a clown, the strong man of the circus, a vintage character in and out of the stage… You are a great mix! Who are your personal inspirations?

As far as burlesque goes, I remember being inspired to perform a solo strip tease act was after seeing Christopher Walken’s strip tease in the movie Pennies From Heaven. I was also inspired by Joel Gray’s performance in the movie Cabaret when I was first starting on the subject.

 

What is sensuality in a man, and what in Russell Bruner in particular?

I think the details and specifics of what is sensual changes depending on who is sharing the experience. I do my best to listen, learn and be mindful of those sharing in the experience of the show, performers and audience alike. This has been an interesting journey. I was raised Mormon so sensuality wasn’t something that was encouraged. Since shedding that part of my life, I have been on a discovery of what it is that I find sensual in others and myself. I think if what I can present on stage is honest, fun, good quality entertainment, then that’s what Russell Bruner is in particular.

 

You perform both in USA and Europe: what’s the difference between american and european public?

The audiences are great everywhere and there are good people everywhere in the world. The people that come to shows that I meet in person are all very nice. I especially love it when I can hang out after a show and have time to socialize and dance with the audience and cast members. It’s always a pleasure to meet with good people anywhere.

Unfortunately, I find that many Americans are more inclined to get online and express unsavory opinions about shows and performers. This can be particularly damaging when things are taken out of context. Online attacks can be very damaging to performers on both sides. Instead of social media bringing us together, it can be a big distraction that pulls us apart.

Burlesque is a unique career path. Even though it is growing in America and in Europe, there is still a small population of us teasers. I think it’s important that we remember that our job is to support each other when we can and to entertain the public, no matter what city we’re in.

 

Burlesque (including boylesque) is a lot of different things: what do you really love of that? And what you don’t?

I think I have several things that I have a love-hate relationship with in Burlesque. Here are a few:

I love traveling, and I also hate the traveling part of Burlesque Performance. I can’t tell you how many hours I’ve spent sorting out the logistics on a small budget to get myself to shows with all my luggage on planes, trains, cabs and buses. It ain’t all bad and it is nice to spend time in different cities throughout the world… but as it is, I’m trying to cut back on travels to keep my sanity.

I love doing duet numbers and collaborative works, but there are struggles as I’m often working with someone that’s not in the same city as me, so It’s tricky to get rehearsal time in, coordinate costumes, choreograph, and things like that. But to me, it’s very important to present something special to the audience that they can only see in that moment of the show they attend, the one time only experience, if they come to the show. So I love doing collaborative acts and I hate not having more time and resources to put these acts togetherand to perform them more often.

I love being a man in burlesque. Men aren’t as commonplace in this industry. Back in the day, the men involved were comics, producers and stage hands. There weren’t very many male dancers. The number of men performing in burlesque is growing and I’m happy to be a part of that. It’s also good to see that a lot of the producers are women. It’s really turning the tables on our past. I think that having all perspectives and keeping everyone together is important to further understanding each other and as we provoke thought and challenge the way things are in society. We should strive for understanding and equality. The rise of one does not mean the fall of the other. We can all rise together. It’s an honor and a privilege to be a part of Burlesque. I believe there is quality and beauty here and I love being able to express and celebrate it.

 


 

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