Paolo Bianchi intervista Kitten de Ville! – Paolo Bianchi interviews Kitten de Ville!

English version below.
La star del New Burlesque americano Kitten de Ville in questi giorni è di passaggio in Italia per un tour europeo e Paolo Bianchi l’ha intervistata per tutte le lettrici e i lettori di Burlesque News. Segue la versione inglese. 

di Paolo Bianchi

Cara Kitten, parlano di te come dell’Incarnazione del Burlesque, e sei una delle pioniere del movimento del cosiddetto New Burlesque. Raccontaci qualcosa di questo storico revival e del ruolo che hai avuto.

Ciao Paolo! Tutto è cominciato quando ho incontrato un’altra ballerina di go-go, Michelle Carr, nel club gay di Los Angeles in cui lavoravamo entrambe, chiamato Club Fuck. Aveva fatto in modo che tutti i suoi costumi da go-go sembrassero costumi da burlesque degli anni ‘50 e vestiva solo reggiseni bullet anni ‘50 o semplicemente pasties e perline. Parlammo di come sarebbe stato bello se ci fossero stati ancora i supper club e i teatri di burlesque. Nel 1994 Michelle collaborò con Elvia, un’amica, insieme cercarono dei luoghi dove esibirsi e a costruire uno spettacolo. Il giorno di San Valentino del 1995 nacque il Velvet Hammer Burlesque. È stato il primo spettacolo di Burlesque nella California meridionale. Fu inaugurato con un tutto esaurito e si mantenne al di sopra della concorrenza per gli oltre dieci anni di durata degli spettacoli.

Paolo Bianchi con Kitten de Ville

Il Velvet Hammer era una vetrina, ogni ragazza una headliner a parte. Creammo individualmente i nostri personaggi, i costumi e tutto il resto. Non c’era niente a cui fare riferimento, ad eccezione delle riviste per uomini d’epoca e di alcuni libri, che erano difficili da trovare, sul primo Burlesque. Ognuna di noi prese le proprie idee sul suo significato e da quelle idee creammo il nostro stile. Per quanto mi riguarda, la mia ispirazione era, e sono ancora, le foto di Lily Christine, Lux Interior e Iggy Pop.

 

Dal primo spettacolo mi sono innamorata del Burlesque. Allora non sapevamo che avrebbe ispirato così tante persone e che quello sarebbe stato l’inizio di un nuovo movimento burlesque. Sapevo solo che volevo continuare a performare e a creare. Penso che molte delle ragazze che hanno iniziato con me lo vedessero come qualcosa di divertente da fare al momento, ma anche come un fenomeno che non sarebbe durato molto nel tempo. Io ho sempre sentito che stava per trasformarsi in qualcosa di più, invece, ma non immaginavo che sarebbe cresciuto in tutto il mondo dieci anni dopo il nostro primo spettacolo!

 

 

In una chiacchierata a Roma mi hai detto che per te il burlesque è un po’ come il rock ‘n’ roll. Questa tua frase mi è rimasta impressa. Che cosa intendevi esattamente?

Per me il burlesque è rock ‘n’ roll o comunque fa lo stesso effetto. Il Burlesque ha quell’ ‘IT’-factor che va oltre l’essere sexy sul palco. Attrae il pubblico. La gente vede uno spettacolo e viene ispirata come quando vede un concerto per la prima volta. Le persone pensano: “Posso farlo anche io! Voglio essere una star del rock ‘n’ roll o del burlesque!”. Escono, acquistano gli accessori e poi scoprono che non è così facile come sembrava. Serve tanta pratica. Ma è l’IT-factor che entrambe queste due cose hanno: l’energia, la spontaneità sul palco e l’interazione con il pubblico che io trovo molto affascinante.

 

Kitten de Ville è Miss Exotic World 2002

Anche negli USA, mi hai detto, c’è una differenza tra come le piccole realtà e le grandi città concepiscono il burlesque. Che differenza c’è? 

In realtà dipende dalla singola città, ma può variare dalla persona che sa cosa aspettarsi quando viene a vedere uno spettacolo, fino alla persona che non ha mai sentito parlare di burlesque o lo confonde con la lap dance o con il film Burlesque. E per questo lo stile del Burlesque varia da città a città e da stato a stato, raccogliendo il sapore e le influenze tipiche di ogni zona.

 

Quali artisti del passato ti hanno ispirato nella creazione di Kitten de Ville e perché hai scelto questo nome d’arte?

Sono stata ispirata dalle fotografie di Lilly Christine. Lei era sempre così felina e glamour. Ho immaginato che ballasse veramente il rock dei gruppi dal vivo davanti ai quali era spesso rappresentata. Le altre due ispirazioni sono Lux Interior e Iggy Pop, entrambi per le loro straordinarie performance sul palco.

 

 

Ho scelto di chiamarmi Kitten de Ville per via della mia Cadillac coupé de Ville rosa del 1962. Stavo andando all’ultima riunione del Velvet Hammer prima che i programmi venissero stampati e avevo bisogno di un nome. Stavo pensando a Kitten, Bunny, Cherry… qualcosa con il feel degli anni ‘50, ma dobbiamo ricordare che era il 1995 e nessuna aveva un nome di scena e nessuna si chiamava Kitten, Bunny o Cherry… Stavo ripetendo i nomi ad alta voce e quando ho detto Kitten ho guardato lì sul mio cruscotto dove c’erano le parole cromate “coupé de Ville”: ho pronunciato il nome Kitten de Ville e in quel momento me ne sono innamorata! Qualcuno recentemente mi ha chiesto se mi desse fastidio avere un nome così comune nel Burlesque. La mia risposta: No! Affatto. Non è comune quando sei la prima! Trovo divertente e lusinghiero che ci siano tante Kitten e tante de Ville, ora.

Sei spesso in tour: cosa pensi del burlesque europeo e italiano?

Lo adoro! C’è tanta nuova energia in Europa! Mi piace viaggiare e le numerose tappe per il tour sono occasioni per conoscere la diversità dei vari numeri di tutte le artiste sparse per il mondo. C’è sempre una diversa energia e uno stile per ogni città. Amo il backstage e conoscere nuove performer. Per me è come visitare la mia grande famiglia burlesque.

Burlesque è un sacco di cose diverse: cosa ami e cosa non ti piace del burlesque?

Non c’è niente che non mi piace nel burlesque, per cui dirò solo le cose che amo, in ordine sparso:

  1. La libertà di espressione
  2. Il Burlesque è una forma d’arte “fai da te” senza regole
  3. Il “performare”
  4. Le molte forme di creatività dalla musica, al ballo, al design dei costumi
  5. Essere il mio capo, il mio tour manager, il mio agente, tutto!
  6. Insegnare e condividere con gli altri
  7. Stare nel backstage e sentirmi a casa, non importa in quale posto del mondo mi trovi
  8. La fiducia nel corpo che proviene dal togliersi i vestiti
  9. I tour e i viaggi
  10. Incontrare nuove persone e fare nuove amicizie
  11. L’idea sempre più diffusa che è il Burlesque ti fa uscire dalle comfort zone e ti fa abbattere i confini

Ci sono davvero troppe cose che amo del Burlesque e penso che sia veramente positivo. Ok, questo però mi ha fatto pensare ad una cosa che non mi piace che sono i forum e le opinioni pubbliche. Non sono mai andata a guardare lì perché, da quello che ho sentito ci sono soprattutto persone che si lamentano di qualcosa o di qualcuno e questo può portare a reazioni improprie e al bullismo. Se hai il tempo di preoccuparti, di lamentarti o di curiosare quello che fanno le altre, allora non stai dedicando la giusta quantità di tempo e di energia alla tua forma d’arte. Devi decidere se sei un’artista o un critico: le artiste dovrebbero fare il loro e non mischiare le cose, che sono molto diverse tra loro.

Dedica il ​​tuo amore e tutta te stessa a diventare il meglio che tu possa essere e non preoccuparti! Spetta a ciascuna di noi decidere chi vogliamo essere veramente e non conta quello che gli altri vorrebbero che noi fossimo. Andate a fare arte, siate positive e godetevi quello che fate. Vivete la vita al massimo e inventate le vostre regole. Il burlesque vi permette di fare proprio questo e questo è il motivo per cui lo amo!

 


English version

Dear Kitten, You are considered the Embodiment of Burlesque and you are one of the new burlesque movement originators. Tell me something about this historical burlesque revival and about your role.

It started when I met a fellow go go dancer, Michelle Carr, at the gay club in LA that we were both dancing at called Club Fuck. I made all my go go outfits to look like 1950s burlesque costumes and she would wear 1950 bullet bras or just pasties and pearls. We would talk about how great it would be if there were still supper clubs and burlesque theaters. In 1994 Michelle partnered up with Elvia, a friend and they started to look for venues and putting together the idea for a show. On Valentine day 1995 The Velvet Hammer Burlesque was born. It was the first Burlesque show in Southern California. It opened to a sold out audience and stayed the top of its field for the 10+ years that the show ran.
The Velvet Hammer was a showcase, each girl a headliner in her own right. We individually created our characters, costumes etc.
There was nothing to reference except vintage men’s magazines and a few books that were hard to find about the Burlesque in its prime days. Each of us took our own ideas of what it meant to us and created our style from that.
For me my inspiration was and still are the photos of Lily Christine, Lux Interior and Iggy Pop.
From the first show I fell in love with Burlesque. Back then we did not know that it would inspire so many people and start a new Burlesque movement. I just knew that I wanted to continue performing and creating. I think that a lot of the girls who started with me were looking at it as something fun to do at the moment but also something that was not going to last. I always felt that it was going to turn into something more but I had no idea that it would grow worldwide with in 10 years of our first show.

 

In a chat here in Rome you told me that for you the burlesque is a bit like rock ‘n’ roll: what did you mean exactly?

To me burlesque is rock & roll or really it has the same effect as rock & roll. Burlesque has that ‘IT’ factor that goes beyond being sexy on stage. It draws the audience in. People see a show and are inspired the same way that they are when they first see a concert. They think I can do that! I want to be a rock & roll or burlesque star. They go out and buy the equipment and then they find out it may not be as easy as it looks. It takes practice. But it is that IT factor that they both have. The energy the spontaneity on stage and the interaction with the audience that I find very appealing.

Even in the USA, you told me, there is a difference between small towns and big cities for how burlesque is conceived. 

It really depends on the city but it can range from the average person knowing what to expect when they come to see a show or that the average person has never heard of burlesque or confuses it with lap dancing or the movie Burlesque… And on that subject the style of Burlesque changes from city to city and state to state. Picking up the flavor and influences from the local area.

 

Which artists of the past did inspire you to create Kitten de Ville and how did you choose this stage name?

I was inspired by the photographs of Lilly Christine. She always looked so fierce and glamorous. I had envisioned  her really rocking out to the live bands that she was pictured in front of.
My other two inspirations are Lux Interior and Iggy Pop, both for their amazing stage performances.
I named myself Kitten de Ville after my 1962 pink Cadillac coupe de Ville. I was on my way to the Velvet Hammer’s last meeting before the programs were to be printed and I needed a name. I had been thinking Kitten, Bunny, Cherry. Something with the 1950’s feel but you must remember that this was 1995 when nobody had a stage name and nobody was named Kitten, Bunny or Cherry. I was saying the names out loud and when I said Kitten, there on my dash board were the chrome words coupe de Ville , I said the name out loud Kitten de Ville and loved it from that moment!
Someone just recently asked me if it was annoying having such a common burlesque name. My answer No! Not at all. It is not common when you are the first. I find it funny and flattering that there are so many Kitten’s and de Ville’s out there.

You are often on tour: what do you think about european and italian burlesque?

I love it! There is so much new energy in Europe! I love to travel and the many perks to my touring is being able to see the diversity of everyone’s acts. There is always a different energy and style to each city. I love the backstage and getting to know new performers. For me touring is like visiting my big burlesque family.

 

Burlesque is a lot of different things: what do you love and what do you hate of burlesque?

There is nothing I hate about burlesque so I will list my Loves in no particular order

1.The freedom of expression
2. Burlesque is a DIY art form there are no rules
3. Performing
4.The many forms of creativity from music, dance, costume, design
5. Being my own boss, tour manager, agent etc
6.Teaching. And the sharing with others
7. Being backstage and feeling at home no matter where I am at
8. The body confidence that comes with taking ones clothing off
9. Touring and travel
10. Meeting new people and making new friends
11. The ever expanding idea of what Burlesque is the pushing past comfort zones and breaking down boundaries

There really is just too many things that I love about Burlesque and how positive it really is.
Ok that just made me think of the one thing I do not like and that is public forums and opinions. I never go onto them because from what I have heard it is mostly people complaining about something or someone and this can lead into knee jerk reactions and bullying. If you have the time to worry, complain or police someone else you are not devoting the right amount of time and energy to your art form. You need to decide whether you are an artist or a critic. The two are not the same. Devote your energy love and self to being the best that YOU can be and do not worry about the others. It is up to all of us to be who we truly are and not what others would like us to be.
Go out make art, be positive and enjoy what you do. Live life to the fullest make your own rules. Burlesque allows you to do just this and that is why I love it!

 

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