Rome Bondage Week

di Paolo Bianchi

Domenica 17 settembre si è conclusa, al Qube di Roma, la tre giorni dedicata al bondage.

Pratica, arte, forma di spettacolo: alla Rome Bondage Week, iniziativa di respiro internazionale, organizzata dalla direttrice artistica e maestra di shibari Red Lily, si è mostrato ogni aspetto di questa antica disciplina.
Workshop formativi hanno convissuto con bancarelle ricche di dildo, fruste e accessori borchiati, il tutto raccolto intorno alle attese performance – presentate da Madame de Freitas – di noti artisti provenienti da tutto il mondo, svolte in un’atmosfera di silenziosa e rispettosa contemplazione.

La fiducia, nella sua dimensione più profonda e ancestrale, il dolore, la passione ed una estetica antica ed eterna, si sono uniti e manifestati in lente performance, osservate in religioso silenzio. Il tempo è sospeso di fronte all’abbandono completo di chi viene legato, posto così nelle mani sicure di abilissimi esperti di nodi, corde, lacci: capaci di creare immagini evocative, nell’intesa assoluta, per un piacere indicibile.

Per chi è abituato con il burlesque alla confidenza con la performer, figlia di un’interazione reciproca propria del teasing, avrà notato ed anche apprezzato qui la totale mancanza di interazione. Vedere un maestro di lacci sussurrare direttamente sul volto della modella e performer, abbandonata e costretta tra i suoi lacci, è qualcosa che raggiunge direttamente e profondamente la nostra intimità, ricordandoci il piano anzitutto mentale dell’erotismo, per una sensazione piacevolissima.

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