Rubrica Vintage – Burlesque Terapia #10

di Cristiana De Giglio

Il tema di trattare il burlesque anche come terapia nasce da un discorso iniziato un po’ per gioco da una delle migliori insegnanti di burlesque d’Italia, Milena Bisacco.

Quando frequentavo il suo corso nel 2011, lei faceva già accenno alla terapia o meglio “medicina” riferita al burlesque. Osservare ragazze che grazie al corso di burlesque riescono a riacquistare fiducia in se stesse, avere rispetto della propria persona, valorizzare le proprie qualità e ancor meglio risfoderare uno splendido sorriso e non veder l’ora di esibirsi o comunque sfoggiare il meglio di sé anche a una semplice cena o serata con gli amici è decisamente un ottimo risultato. Ovviamente può sembrare un discorso semplicistico, ma non lo è… e funziona davvero!

Milena Bisacco ha in cantiere un progetto legato al burlesque da proporre come “terapia” anche negli ospedali per far provare questo rimedio soprattutto a tutte le donne che stanno attraversando un momento difficile e solo partendo da loro stesse possono intraprendere un percorso di benessere…

Ecco la sua testimonianza.

Esatto Cristiana, è proprio quello che mi piacerebbe potesse avvenire in un futuro prossimo, e spero non rimanga un sogno. Certo esistono già innumerevoli comunità e associazioni focalizzate sulla donna, in particolare sulla bellezza femminile che con l’ausilio del makeup, team di truccatrici spiegano come migliorare l’aspetto esteriore di chi è costretta a subire un trattamento terapeutico forzato che comporta la perdita di capelli e peli, quindi apprendere le tecniche con prodotti specifici che ritoccano il nostro aspetto, ma a mio parere non basta. E’ importante riguadagnare fiducia in noi stesse anche con il semplice “stare e essere” ecco quindi come apprendere l’eleganza dei gesti, il camminare anche sui tacchi, il sedersi in maniera composta ecc… Insomma divenire padrone di noi stesse mentre stiamo con gli altri, in mezzo ad estranei che devono accorgersi di noi, di come diventiamo quotidianamente ispirazione di stile e trasmettiamo sicurezza anche se in fondo ci sentiamo fragili e non vogliamo esternarlo.

Mi sono trovata molto spesso a stretto contatto con giovani donne diversamente abili. Per svariati motivi la vita le ha esposte a dura prova e hanno scelto il Burlesque per poter stare meglio. Io ho imparato molto da queste persone. Mi hanno insegnato quanto sono fortunata e quanto loro siano importanti per me, anche per continuare il mio cammino di insegnante. A tutte spiego di valutare bene quali sono gli aspetti importanti della vita. A chi si sofferma banalmente a migliorare il proprio aspetto esteriore puntando a tonificare glutei e pettorali, a chi pensa che la cellulite sia un problema insormontabile, chi ha seni differenti, caviglie grosse, naso adunco, occhi piccoli e chi più ne ha più ne metta. Quando entri in contatto con donne che hanno subito gravi incidenti, chi possiede un arto artificiale, chi è in sedia a rotelle da una vita, chi non ha il dono della parola, chi convive con il tumore, ecco a queste donne io dico grazie perché ogni giorno mi insegnano valori molto importanti.

 

A loro vorrei insegnare solamente che con eleganza, con il rispetto verso il proprio essere femminile si può migliorare anche l’aspetto esteriore che aiuta tutte noi a vivere al meglio nella condizione speciale di ciascuna.

Continuo incessantemente un lavoro di cesello per scolpire il vero essere donna perché chi frequenta un corso come quello che conduco, ha già fatto un passo importante, ha già dimostrato a se stessa che vuole migliorare, che vuole conquistare fiducia, io sono solo uno strumento, il mezzo del loro viaggio.

Purtroppo ancora oggi, dopo tanti anni, è latente una visione distorta della disciplina. Per Burlesque io intendo quello stato ironico e giocoso che noi dobbiamo provare nei confronti della seduzione. Piuttosto che pensare ad un semplice spogliarello è bene portare l’immaginario in un percorso per riscoprire il piacere di divenire più femminili di quanto già siamo e farne anche la parodia, se vogliamo copiare le dive del passato. Già. Basta non soffermarsi sulle starlette dei giorni nostri, decisamente no. La bellezza si è sviluppata nei secoli, è uno status conquistato da chi ci ha precedute quindi studiamo il passato per capire cosa cambiare di noi stesse oggi, attraverso il costume, l’arte, lo spettacolo, le mode.

Salviamo il gusto per splendere come le stelle!

Per conoscere meglio Milena Bisacco visitate il suo sito www.burlesquescuolacorsi.it oppure la pagina su FB milenaburlesque.milano.

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