Rubrica Vintage – Burlesque terapia #4

di Cristiana De Giglio

Ora un altro commento particolareggiato proposto da Amalia Vox, una performer e producer molto creativa e innovativa che vive a Roma e che ho conosciuto all’Italy Queen Festival.  Da quel momento siamo rimaste sempre in contatto con collaborazioni artistiche e amichevoli decisamente interessanti e ovviamente innovative, visto che abbiamo vinto il contest proprio in questo senso. 

“Il problema della donna nella società ha origini molto antiche che ormai abbiamo inserito nel nostro codice genetico e che per sconfiggerlo ci vorranno secoli di buona informazione. Come cito nel mio spettacolo teatrale la “Casa del Piacere” (in uscita a ottobre 2017), il pensiero della donna libera ed emancipata si distorce nei secoli a causa della religione… Mi spiego meglio.

Ai tempi dei Sumeri era in voga la “Prostituzione Sacra” ogni donna doveva una volta almeno nella vita, raggiungere il santuario della dea Anhaita, l’equivalente di Afrodite, e avere un rapporto sessuale con uno straniero come pegno simbolico di ospitalità. Tutto ciò a quel tempo aveva un senso logico e spirituale… la sessualità sacra è sempre esistita e praticata nei culti pagani, ma nel corso dei secoli questa visione si è distorta, mischiata all’ignoranza che nel tempo ha fatto capolino.

Con il passare del tempo la donna è stata messa in condizione di non ritrovarsi più in Afrodite, ma al contrario è stata messa in schiavitù, colpevolizzata e trasformata da sacerdotessa a peccatrice. 

Ovviamente non spetta a me approfondire le ragioni storiche, ma questo spero che basti a capire che oggi le donne, per ritrovarsi in armonia con la dea, si ritrovano in abiti succinti in discoteca oppure mentre vanno a fare la spesa, sintomo di un bisogno di ritrovare quella naturalezza nel proprio corpo e nella propria sessualità che ha delle radici profonde arcane. Ecco perché arti come il burlesque possono rivelarsi come vere terapie personali.”

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